ADORAZIONE EUCARISTICA

Adorazione del 18 giugno 2020

Preghiera
Signore Gesù, siamo qui raccolti davanti a te.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, la via, la verità e la vita: tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l'unico fondamento della nostra salvezza,
e l'unico nome da invocare per avere speranza.
Tu l'immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
tu, l'Amore: l'Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in te, ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore, 
e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell'attesa della tua venuta.
(Beato Giovanni Paolo II)

Adorazione silenziosa Sostiamo in silenzio in dialogo personale

Prima meditazione

Come Gesù Cristo si offrì allora in espiazione dei nostri peccati e per meritarci tutti gli aiuti necessari per conseguire la vita eterna, così si offre ora perché ci siano realmente rimessi i peccati e ci sia concessa la divina grazia, ossia perché ci siano applicati i meriti della Sua passione e morte. Il sacrificio del Golgota è l'erario inesausto ove sta chiuso il prezzo del nostro riscatto; quello dell'altare è la chiave che ci apre l'ingresso all'erario, affinché ce ne arricchiamo; quello del Golgota è la fonte e l'origine della nostra santificazione, quello dell'altare è il mezzo con cui dobbiamo santificarci. Del resto, tra quello e questo non c'è altra differenza che nel modo di offrirlo. Dice il Concilio di Trento: il sacrificio del Golgota è stato offerto con spargimento di sangue, mentre quello dell'altare si compie senza effusione di sangue, ma la Persona offerente e la Vittima offerta è sempre la stessa, cioè è sempre Gesù Cristo, che morì un tempo sul Calvario e si immola oggi sull'altare. Voi vedete, infatti, che il sacerdote celebrante, in tutta la liturgia della S. Messa, funge da Ministro della Chiesa, quando però si tratta della consacrazione si tramuta in certo modo, e si incorpora con la Persona stessa di Gesù Cristo e, quasi fosse Gesù stesso, pronunzia le tremende parole in nome proprio: QUESTO È IL MIO CORPO... QUESTO È IL MIO SANGUE. Il Crocifisso stesso che si eleva sull'altare tra i candelieri, non è anch'esso una prova di questo che io dico? La Chiesa non vuole che si celebri la S. Messa dove non c'è un Crocifisso, e mancherebbe gravemente il sacerdote che celebrasse senza il Crocifisso. Come sul Calvario fu inalberata la croce con Gesù Crocifisso, così anche qui sull'altare, si solleva la croce con l'immagine del Crocifisso. Con quale riverenza, dunque, con quale rispetto dobbiamo noi assistere al santo sacrificio della Messa! Se ci fossimo trovati sul Calvario, quando Gesù morì sulla croce, con quali sentimenti di fede, di amore, di compunzione vi avremmo assistito! Vi pare che vi saremmo stati distratti, svagati, guardando attorno con spirito di indifferenza, come si suole fare spesso? Gesù è quello stesso che si sacrificò un giorno sul Calvario e che si offre ora nella S. Messa all'Eterno Suo Padre per i nostri peccati e la salvezza del mondo; perché dunque di portarci come se non sapessimo che cos'è la S. Messa? Ricordate che noi, non solo siamo testimoni di questo grande sacrificio, perché l'atto si compie sotto i nostri occhi, ma siamo anche offerenti, perché offriamo con Gesù lo stesso sacrificio. 
(S. Agostino Roscelli)

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Seconda meditazione
In ogni Messa, noi possiamo pensare che Gesù dall'alto dei Cieli ci dica: "Questa natura umana ch'Io presi da Maria e che per voi ho offerto un giorno, Vittima Immacolata, è ora glorificata alla destra del Padre. Io non posso tornare a morire fisicamente in questo Sacrificio; posso però prolungare la mia Redenzione, renderla viva e personale per voi, se voi volontariamente mi darete la vostra natura. Allora Io potrò tornare a morire in voi, e voi in Me. Così la Croce non sarà più una cosa del passato; sarà qualche cosa che sta avvenendo al presente. Ricordatevi che Io vi dissi: prendete ogni giorno la vostra Croce sulle spalle. Qui venite a prenderla per morire con Me ed in Me. I vostri sacrifici non hanno valore se non sono offerti in Me e attraverso di Me, Unico Sacerdote e Unica Vittima. Come Io sono morto al peccato nella Mia Umana Natura e sono risorto nella Novità di una Nuova Vita e di una Nuova Gloria, così voglio che anche voi rendiate attuale e applicabile a voi stessi questa Mia Morte, morendo ai vostri peccati, per prepararvi alla Nuova Vita e alla Gloria Eterna".Nell'istante più bello e solenne di questa Messa fatta a ricordo di Me, nella Consacrazione, sarai capace di dirmi: "Mio Gesù, QUESTO È IL MIO CORPO, QUESTO È IL MIO SANGUE. Prendilo, consacralo, crocifiggilo, fallo morire con Te, affinché tutto ciò che di male vi è in me perisca sulla Croce, e ciò che di buono vi possa essere continui a vivere soltanto in Te. Non mi importa che restino, o Signore, le specie della mia vita, le apparenze del pane e del vino, i doveri della mia monotona vita di ogni giorno e le fattezze di questo mio corpo. Lascia che queste restino pure davanti agli occhi degli uomini. Ma divinizza, cambia, transustanzia tutto ciò che io sono. Voglio che il Padre che abbiamo in Cielo, guardandomi dall'Alto, non veda più me stesso, ma Te, o meglio veda me nascosto in Te, morto a questo mondo corrotto di peccato e possa dirmi: "Tu sei il Figlio prediletto in cui mi sono compiaciuto". (Beato Fulton J. Sheen) 


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Terza meditazione

"La religione cattolica ci nutre sulla via della Croce, sul cammino dell'imitazione di Nostro Signore Gesù, con un cibo mirabile e divino che è nostro pane quotidiano e nostra " vita ". Questo cibo, questo vero " pane quotidiano ", questa " vita " è la santa Eucaristia, Gesù stesso, Dio e uomo, che si consegna totalmente a noi, tal quale Egli è ora in cielo, sotto l'apparenza d'una piccola ostia. Nella santa comunione, Dio entra in noi corporalmente; noi tocchiamo con la nostra bocca il Corpo di Nostro Signore Gesù così come lo toccarono le labbra di Maria, di Giuseppe, di Maddalena; entra in noi così come riposò nel seno di Maria; s'unisce a noi nel più casto dei matrimoni, diventando lo Sposo divino delle nostre anime, dandosi, consegnandosi, abbandonandosi a noi, da possedere e da amare, nel tempo e nell'eternità... L'Eucaristia è Gesù bambino che ci tende le braccia dalla sua mangiatoia per offrirci e per chiederci un bacio; è Gesù che diventa nostro Sposo e che s'unisce a noi in un'unione infinitamente casta e infinitamente stretta, diventando una sola cosa con noi grazie a un miracolo di potenza e di amore... L'Eucaristia non è solamente la comunione, il bacio di Gesù, il matrimonio con Gesù: è anche il Tabernacolo e l'Ostensorio, Gesù presente sui nostri altari " per tutti i giorni sino alla consumazione dei secoli ", vero Emmanuele, vero " Dio con noi ", che si presenta in ogni ora, su tutte le parti della terra, ai nostri sguardi, alla nostra adorazione e al nostro amore, e che trasforma con questa presenza perpetua la notte della nostra vita in un'illuminazione deliziosa". (Beato Charles de Foucauld)

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Quarta meditazione

"Ma anche l'anima deve nutrirsi... Quando Dio volle dare un nutrimento alla nostra anima, per sostenerla nel pellegrinaggio della vita, Egli pose il suo sguardo sulla creazione e non trovò nulla che fosse degna di lei. Allora si ripiegò su se stesso e decise di dare se stesso... O anima mia, quanto sei grande, dal momento che soltanto Dio può appagarti!
Quando Nostro Signore viene ad abitare in un'anima, è contento e riempie l'anima di gioia e di felicità. Non dite che non ne siete degni. E' vero: non ne siete degni, ma ne avete bisogno. Non dite che avete troppe miserie... Preferirei piuttosto sentirvi dire che siete troppo ammalati e che, perciò, non volete il rimedio...
La grande disgrazia è che si trascura di ricorrere a questo divino cibo per attraversare il deserto della vita. Al pari di una persona che muore di fame accanto ad una tavola ben servita. 
(San Giovanni Maria Vianney)

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