SANTO ROSARIO

La situazione in cui siamo venuti a trovarci è surreale. Mai avremmo pensato di dover vivere con le distanze sociali ed i divieti di assembramento. Queste restrizioni ci hanno fatto riscoprire valori che col tempo si erano assopiti. Nella reclusione domestica abbiamo riscoperto il valore della fede, la responsabilità, il valore della famiglia, l'amore per i propri cari, la fratellanza con gli altri, la carità e la solidarietà con i più deboli e fragili e la libertà. Mai, come in questo periodo, abbiamo riscoperto il valore ed il significato della preghiera, la sua potenza sia nel guarirci che nel rassicurarci sulle nostre ansie, sulle nostre paure. Nella preghiera ci siamo ritrovati uniti ed ora, più che mai motivati, a non dimenticare più quei valori e non tornare semplicemente a quello che facevamo prima e come prima.

Nel libro da poco uscito " Papa Francesco LA VITA DOPO LA PANDEMIA"
Nella prefazione dice Cardinale Michael Czerny, SJ
...cosa dice il Papa, e perché? Al massimo livello, un'« alternativa è l'egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni »; e insieme a questo c'è il « pericolo di dimenticare chi è rimasto indietro. Il rischio è che ci colpisca un virus ancora peggiore, quello dell'egoismo indifferente ». « Quel che sta accadendo ci scuota dentro» e tutti si riconoscano « parte di un'unica famiglia e si sostengano a vicenda ». « È tempo di rimuovere le disuguaglianze, di risanare l'ingiustizia che mina alla radice la salute dell'intera umanità! ». È arrivato il momento di prepararsi a un cambiamento fondamentale in un mondo post-COVID.

MISTERI GLORIOSI

1° mistero: La risurrezione di Gesù

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 1-6).

Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto

Meditazione

Questa pandemia ci ha fatto riscoprire IL VALORE della FEDE

Dal Messaggio Urbi et orbi di papa Francesco « Perché avete paura? Non avete ancora fede? ».

Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. L'inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai. Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. 
...Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all'isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l'annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza. Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza. 

2° mistero: L'ascensione di Gesù al cielo

Dal vangelo secondo Marco (Mc 16, 14-20).

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano

Meditazione 

Questa pandemia ci ha fatto riscoprire IL VALORE della RESPONSABILITA

Franco Miano è professore ordinario di Filosofia morale presso l'Università di Roma ("Tor Vergata". È stato presidente nazionale dell'Azione cattolica italiana (2008-2014))

Dice: La corresponsabilità che ci fa umani

...La situazione che stiamo vivendo, legata alla diffusione della pandemia, ci ha offerto, in certa misura ci ha costretti, a sperimentare nuovi profili della responsabilità e della corresponsabilità che ancor più di prima possono far cogliere, se saremo in grado di farlo, il valore primario e unificante del bene comune e del suo essere sicuramente un "di più", un "di più" rispetto al semplice insieme dei beni privati e degli stessi beni pubblici. Stiamo sperimentando la responsabilità della rinuncia ad alcune libertà con la fatica e la preoccupazione che inevitabilmente tale rinuncia porta con sé, con la necessità della vigilanza che situazioni come questa richiedono. Stiamo sperimentando la responsabilità del credere, del continuare a credere, vivendo, anche come laici cristiani, la responsabilità della fede in un senso mai prima avvertito. Stiamo sperimentando la responsabilità della distanza con il senso di mancanza che l'accompagna, la responsabilità della sospensione con il modificarsi del senso stesso dell'attesa. Stiamo sperimentando la responsabilità di nuove forme di prossimità, la bellezza e la fatica di nuove modalità di vita familiare, di vicinato, di quartiere, di nuove forme di condivisione. La situazione che stiamo vivendo ci ha fatto toccare con mano, oggi ancor più di ieri, che essere responsabili vuol dire sapersi coinvolgere a partire dalla propria interiorità: la misura dell'interiorità è misura della responsabilità. Oggi è tempo di una responsabilità assunta in profondità, non vissuta con superficialità, con slogan e forme emozionalistiche incapaci di esprimere un'interiorità autentica che è spazio insieme di preghiera, di pensiero, di cura. Non è distanza dall'agire, ma forza e spessore di vita anche quando facciamo l'esperienza dell'impotenza della stessa responsabilità come in questo periodo ci è in certo modo capitato.

3° mistero: La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo

Dagli atti degli apostoli (At 2, 1-4).

«Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro cinque lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» 

Meditazione 

Questa pandemia ci ha fatto riscoprire IL VALORE della FAMIGLIA come chiesa domestica

Dalla intervista a padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica sulla riscoperta della chiesa domestica.

La Chiesa ha sempre parlato della famiglia come Chiesa domestica. Lo vediamo oggi più che mai: le famiglie sono chiuse in casa e quindi quasi tutto della vita quotidiana viene gestito all'interno delle dinamiche familiari, specialmente quando non ci sono persone che escono di casa per motivi di necessità o lavorativi. Questo ci fa comprendere che anche la vita religiosa non può che esprimersi in famiglia e la famiglia diventa il luogo dove la Chiesa vive pienamente la sua vita soprattutto quando è impossibile recarsi in chiesa per celebrare insieme l'eucaristia o i sacramenti.
Certamente i ritmi sono saltati, le liturgie non possono essere vissute con la partecipazione fisica. Diventa difficile se non impossibile ricevere l'assoluzione sacramentale proprio perché si è in casa e questa situazione deve farci riflettere e comprendere come la Chiesa in tanti luoghi, soprattutto in tempi di persecuzione, è sopravvissuta grazie alla fede dei laici, anche senza sacerdoti. In qualche modo questo virus ci spinge a una visione meno clericale della Chiesa, più fondata sulla solidarietà, sull'impegno, sulla preghiera soprattutto, da parte dei cristiani: dei cristiani comuni, dei laici, e quindi della famiglia.
...Mi sembra molto importante in questo momento la leadership morale di papa Francesco che attraverso le messe quotidiane a Santa Marta, l'udienza generale, l'Angelus, offre spunti di preghiera e di riflessione che poi la famiglia può ricevere e può rielaborare. Quindi il nutrimento non manca, si cresce nella comunione anche a distanza, grazie allo strumento digitale, ma è molto importante questo aspetto della vita quotidiana delle famiglie che danno vita e forma alla Chiesa in maniera piena. 

4° mistero: L'Assunzione di Maria al cielo

Dal vangelo secondo Luca (Lc 1, 46-49).

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome

Meditazione 

Questa pandemia ci ha fatto riscoprire IL VALORE della SOLIDARIETA'

In un messaggio diffuso nel contesto dell'emergenza per l'epidemia del Covid-19, il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale Cardinale Peter K. A esorta le persone e gli Stati a intensificare la solidarietà

In questa circostanza, sia il Santo Padre sia diversi capi di Stato hanno mostrato solidarietà verso i paesi più colpiti, donando prodotti medico-sanitari e aiuti finanziari. Ci auguriamo che tutti possano proseguire in quest'opera di sostegno, poiché di fronte a una tale emergenza tante nazioni, soprattutto quelle con sistemi sanitari deboli, si troveranno sopraffatte dagli effetti del virus, e magari non saranno in grado di far fronte alle richieste di cure e di prossimità alle loro nazioni. Questo momento di grande necessità potrà essere, ce lo auguriamo, un tempo propizio per rafforzare la solidarietà e la vicinanza tra gli Stati, l'amicizia tra le persone. È questo il tempo di promuovere la solidarietà internazionale nella condivisione degli strumenti e delle risorse. 
... Per ciascuna persona, credente o non credente, questo è un tempo propizio per comprendere il valore della fratellanza, dell'essere legati l'uno all'altro in un modo indissolubile; un tempo nel quale, nell'orizzonte della fede, il valore della solidarietà, il quale sgorga dall'amore che si sacrifica per gli altri, "ci aiuta a vedere l'«altro» - persona, popolo, o Nazione- non come uno strumento qualsiasi [...], ma come un nostro «simile», un «aiuto» (cfr. Gn 2,18.20), da rendere partecipe, al pari di noi, del banchetto della vita, a cui tutti gli uomini sono egualmente invitati da Dio" (SRS 39,5). Il valore della solidarietà necessita altresì di essere incarnato. Pensiamo al vicino di casa, al collega di ufficio, all'amico di scuola, ma soprattutto ai medici e agli infermieri che rischiano la contaminazione e l'infezione per salvare i contagiati. Questi operatori vivono e indicano a noi il senso del mistero della Pasqua: donazione e servizio.
Già Papa Francesco, nel suo Messaggio sulla Quaresima 2020, ci esorta a contemplare con cuore rinnovato il mistero della Pasqua, mistero della morte e resurrezione di Gesù, e di accogliere liberamente e generosamente il suo donarsi: la sua sofferenza fino alla morte come donodiamore per l'umanità.

5° mistero: L'Incoronazione di Maria Regina del cielo e della terra

Dal libro del apocalisse (Ap 12, 1).

«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle»
«Infine, l'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte» 

Meditazione 

Questa pandemia ci ha fatto riscoprire IL VALORE della LIBERTA'.

Nel 2018 In un videomessaggio il Papa ha aperto l'ottava edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa a Verona mettendo al centro dell'intervento il tema "della libertà"

Il "rischio della libertà" è "ciò che sostiene da sempre il cammino degli uomini, delle donne, della società e delle civiltà". È "il grande dono di Dio alla sua creatura", anche se "non poche volte", "ha assunto forme deviate, generando guerre, ingiustizie, violazioni dei diritti umani".
Come cristiani, fedeli al Vangelo e consapevoli della responsabilità che abbiamo verso tutti i nostri fratelli, siamo chiamati a essere attenti e vigilanti perché "il rischio della libertà" non perda il suo significato più alto e impegnativo. Rischiare, infatti, significa mettersi in gioco. Ed è questa la nostra prima chiamata. Tutti insieme dobbiamo impegnarci per eliminare ciò che priva gli uomini e le donne del tesoro della libertà. E, nello stesso tempo, ritrovare il sapore di quella libertà che sa custodire la "casa comune" che Dio ci ha dato.
L'augurio del Papa è quindi quello di "essere persone libere e di non avere paura di spendervi e sporcarvi le mani per realizzare il bene e aiutare chi è nel bisogno", ricordando che "la libertà dell'uomo scopre se stessa fino in fondo, quando comprende di essere generata e sostenuta dalla libertà amorosa del Padre, che si rivela nel Figlio nel volto della Misericordia". "Sotto il suo sguardo compassionevole ogni uomo può sempre riprendere il cammino del 'rischio della libertà'."